Progetto “ABACUS – Attivazione dei BAcini CUlturali Siciliani”

IL LABORATORIO “ACCOGLIENZA E COLAZIONE AI PROFUMI DI SICILIA” CON GLI STUDENTI DELLE SCUOLE PARTNER
DEL PROGETTO ABACUS

INTRODUZIONE
Le attività didattiche sviluppate nell’ambito del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” hanno avuto un comune denominatore: trasmettere ai giovani beneficiari una teoria, un modello e una metodologia di approccio capace di “attrezzarli” al meglio per affrontare il loro ingresso nel mondo del lavoro. Una strategia di pensiero e di azione capace di fornire strumenti di programmazione e di gestione. Si è quindi utilizzato un approccio partecipativo per stimolare i giovani interlocutori a condividere e collaborare nel corso delle attività progettuali, sperimentando in prima persona i processi e i prodotti. Le attività laboratoriali sono state progettate e realizzate con e per gli studenti beneficiari delle due Scuole partner, l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Pietro Piazza” di Palermo, e l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca (AG), entrambi partner istituzionali e poli formativi nell’ambito del Progetto ABACUS.
A causa dell’emergenza Covid-19 si è dovuta ri-progettare una nuova strategia di intervento e si è ricorso alla Formazione a Distanza per raggiungere i giovani beneficiari delle attività laboratoriali. L’utilizzo dei mediatori didattici1 iconografici, analogici e simbolici (DAMIANI E. 2004) ha permesso di “ri-costruire” ambienti, situazioni, processi, per offrire una “esperienza formativa significativa”. Rimodulando in tal modo l’azione didattica, attraverso filmati, immagini fotografiche, tabelle sinottiche, i differenti esperti coinvolti in veste di docenti nel Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” hanno trasferito informazioni, concetti, metodologie, valori e competenze, sia ai giovani discenti, sia ad alcuni stakeholders del settore turistico-ricettivo e agro-alimentare coinvolti nel momento di disseminazione pubblica delle attività laboratoriali sviluppate, nel corso del webinar del 24 aprile 20202. Le presentazioni multimediali degli esperti si sono quindi trasformate in una sorta di “diario di bordo” dell’esperienza prima vissuta in fase laboratoriale e poi raccontata con e per i giovani beneficiari e gli altri partecipanti al webinar. Un espediente che ha prodotto risultati apprezzabili e significativi raggiungendo un numero cospicuo di destinatari (di cui, 151 censiti dalla registrazione on line e 434 le visualizzazioni alla diretta youtube).

IL LABORATORIO “ACCOGLIENZA E COLAZIONE AI PROFUMI DI SICILIA”
Il tema scelto per il Laboratorio realizzato con e per gli studenti beneficiari delle due Scuole partner ha sintetizzato in sé la forma mentis che si è inteso trasmettere ai giovani destinatari: la capacità di fare sistema, di integrare, di interconnettere, di far dialogare “mondi diversi”. In tal senso, si è presentata loro una “strategia” per affrontare la “complessità” dei fenomeni della società contemporanea che necessitano di una visione “di insieme” e di un approccio multi-settoriale per essere conosciuti e governati (DAMIANO E., 2010). Pertanto, sono stati identificati e definiti i seguenti obiettivi e direttrici valoriali del Laboratorio:
– trasmettere il senso di collaborazione attraverso la messa a sistema delle competenze che nascono da ambiti diversi e che coesistono per raggiungere il risultato. Un network di giovani professionisti e associazioni del privato sociale che cooperano, ciascuno con le proprie abilità, per realizzare un progetto che diventa comune (CERAMI F. R., SALADINO G. 1999);
– trasferire il valore del dialogo multidisciplinare. Il laboratorio, infatti, affronta diverse aree tematiche: la botanica, l’antropologia, la mitologia e la storia delle tradizioni, la nutraceutica, la gastronomia, l’arte e la fotografia. Tanti linguaggi diversi che si armonizzano per esprimere un unico messaggio;
– far conoscere i diversi “volti” della “sicilianità” per favorire il “contagio emotivo”, l’amore per la “propria terra” e per le meravigliose specificità che essa contiene, attraverso la selezione di alcuni aspetti distintivi degli ecosistemi del territorio capaci di creare curiosità e appassionare, e aiutando i giovani a riscoprire tradizioni e stili di vita del passato che rappresentano l’identità vera della cultura siciliana;
– stimolare la capacità imprenditoriale attraverso la presentazione di un processo di ideazione, progettazione e qualificazione di un esercizio ricettivo, in particolare un bed & breakfast che racconta la Sicilia in maniera originale e creativa, utilizzando un approccio “multisensoriale” (Tab 4 e 5);
– promuovere il senso di responsabilità civile e l’educazione ambientale attraverso pratiche sostenibili quali le scelte di tipo plastic free, l’uso di compostiere, il riutilizzo multifunzionale degli scarti e la trasformazione degli avanzi;
– offrire occasioni di crescita professionale attraverso l’acquisizione di informazioni, processi e competenze finalizzate a realizzare “piccole produzioni” artigianali, quali ad esempio saponi, profumi per ambiente, complementi di arredamento per interni, fioriere di erbe aromatiche, dolci e prodotti di rosticceria tipici della Sicilia.

Il Laboratorio si è articolato in due momenti, con una prima fase di analisi e comprensione della realizzazione e di creazione dei servizi aggiuntivi che hanno qualificato la struttura ricettiva turistica che ha offerto lo sfondo operativo del laboratorio didattico-educativo dedicato agli studenti delle sue Scuole partner, e una fase di restituzione con il racconto dell’esperienza, attraverso il webinar conclusivo del percorso laboratoriale. Si è inteso così scegliere di rappresentare la “biodiversità culturale, biologica e alimentare” come strumento di sviluppo occupazionale, con l’obiettivo di stimolare nei giovani beneficiari studenti delle due Scuole partner, nuove possibili forme di aggregazione e socializzazione delle competenze, così da poter contribuire anche a costruire quella “Comunità di interpretazione e conoscenza” delle risorse territoriali che rappresenta uno degli obiettivi primari del Progetto ABACUS.

In questo senso, il percorso laboratoriale ha coinvolto associazioni, enti, strutture commerciali e comunità giovanili informali presenti nel territorio, completandosi con il webinar finale che ha proposto una “ricetta culturale” capace di mettere in primo piano la dimensione sensoriale dell’esperienza del viaggio che si fonda su un “approccio al turista” di tipo esperienziale. Una metodologia di intervento in grado di far vivere al visitatore-ospite una occasione unica: godere, facendo esperienza attraverso i “mediatori sensoriali”, delle foto, dei profumi e dei sapori, dei paesaggi e delle atmosfere che gli ecosistemi siciliani sanno regalare.

Il webinar del 24 aprile 2020, posto a conclusione del percorso laboratoriale ha riproposto e ampliato la prima fase di analisi e comprensione delle modalità di realizzazione e di creazione dei servizi aggiuntivi destinati ai fruitori del bed & breakfast, ripercorrendone i passaggi salienti insieme ai giovani beneficiari del Laboratorio e agli altri stakeholders che hanno partecipato all’ideazione e messa a punto, attraverso focus specifici e interventi degli esperti mirati e finalizzati a offrire informazioni e a far vivere l’esperienza, seppur con tutti i limiti della distanza, di qualificazione dell’esercizio ricettivo (Figg. 1, 2, 3, 4 – Videoconferenza).

LO SCENARIO OPERATIVO E LE SEZIONI TEMATICHE DEL LABORATORIO
Come accennato, il Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” è stato strutturato intorno alle seguenti tematiche: la botanica, l’antropologia, la mitologia e la storia delle tradizioni, la nutraceutica, la gastronomia, l’arte e la fotografia. Lo sfondo operativo del Laboratorio è stato identificato in una struttura ricettiva extra-alberghiera situata nel centro storico di Palermo, il “B&B Ballarooms Palermo Centro”, esito di un modello di sviluppo integrato e capace di coniugare l’identità culturale con la salute e la sostenibilità ambientale e sociale. Tale scelta è stata motivata dai contatti pregressi in essere tra l’Associazione Eupsiche e i progettisti, referenti ed esperti che hanno preso parte all’attivazione di tale struttura di ospitalità turistica, puntando su talune caratteristiche del bed & breakfast riconosciute di interesse specifico rispetto alle finalità didattiche del Laboratorio proprio in quanto destinato, in particolare, agli Studenti del curricolo dei Servizi dell’ospitalità turistica e dell’enogastronomia attivo presso le due Scuole partner del Progetto ABACUS (CERAMI F. R., GIOACCHINO L. 2000).
In tal senso, è stato possibile articolare le attività laboratoriali realizzate con e per i Giovani beneficiari, rispetto alle singole sezioni tematiche del Laboratorio descritte più avanti nel testo, collegandole utilmente alle seguenti caratteristiche della struttura ricettiva:
– il “B&B Ballarooms Palermo Centro” è immerso nell’area del popolare mercato storico di “Ballarò”, da cui deriva per assonanza il nome, in una posizione strategica per scoprire le eccellenze culturali, artistiche ed enogastronomiche della città;
– le quattro stanze per gli ospiti offrono molte aperture alla vista, con il cielo e il sole della Sicilia che penetra attraverso le finestre regalando una atmosfera unica; la “colazione mediterranea” che assicura gusto e salute agli ospiti della struttura, ha offerto uno degli spunti principali alle tematiche del Laboratorio;
– in ogni stanza abita la biodiversità siciliana rappresentata da colori, foto, piante, profumi e saponi personalizzati, tutti altrettanti fondamentali spunti didattici ed educativi per il percorso laboratoriale;
– la localizzazione della struttura ricettiva turistica nel vicolo Chiarandà, in vicinanza della Stazione centrale, che si abbina a molte attrazioni storico-monumentali di Palermo, tra cui una storica porta di accesso a Palermo, la Porta di Vicari, e a seguire la via Maqueda, il mercato di Ballarò, appunto, e ancora la via delle “Case Nuove”, di fronte alla Chiesa di Maria SS Assunta delle Carmelitane Scalze;
– la diversità botanica che accoglie i visitatori, tra cui un rampicante di gelsomino, una pianta di vite che serpeggia con i suoi tralci e le foglie sul muro, le aromatiche che troneggiano sui balconi, nell’angolo un esemplare di fico d’india, chiamato spesso a rappresentare la Sicilia, i balconi fioriti di essenze e aromi siciliani, intervallati dalla bellezza della lavanda, che ricordano la cucina siciliana d’altri tempi che profuma di spezie e di salute; nell’insieme un “benvenuto di mediterraneità”;
– alcuni elementi di interni caratteristici di altri tempi, quasi un flashback sul passato che ha condotto lì il visitatore e il turista, come la scala, con i gradini in pietra bianca e caldo legno, il corrimano in ferro per sostenere la salita;
– l’utilizzo di temi narrativi che richiamano quella “Sicilia che piace”, quella che i navigatori, viaggiatori, artigiani, pescatori e coltivatori, santi e profeti, artisti e letterati, uomini e donne di buona volontà hanno lasciato in dono ai Palermitani e che è da condividere con il mondo intero; esistenze che prendono vita a partire dalla zona comune del bed & breakfast, attraverso fotografie e immagini che raccontano una Sicilia inedita, immortalata da chi la ama (LO VERSO G., 2017).
– i medesimi spunti narrativi che si ritrovano nelle stanze “tematiche” sviluppate per gli ospiti: la “stanza del Mare” (Fig. 5 bis), la “stanza degli Agrumi”, la “stanza del Grano” (Fig. 5), la “stanza del Sale”, nelle quali abitano il cielo, il sole, la natura della Sicilia che vengono illustrati attraverso i colori, le foto, i profumi e le essenze, i tessuti e le atmosfere; una “faccia” della Sicilia che spesso sfugge ai distratti, la Trinacria, donna, madre e dea; una Sicilia che accoglie e nutre i suoi figli e i viaggiatori con i suoi frutti e con le sue eccellenze; una terra che l’Unesco ha riconosciuto patria della Dieta Mediterranea; tutte tematiche che sono state riprese e sviluppate nel corso del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” e approfondite ulteriormente in occasione del webinar conclusivo;
– l’approccio all’ideazione e creazione della “colazione” per gli ospiti basato su una cooperazione con l’Idimed – Istituto della Dieta Mediterranea3, per la quale si ricorre alle eccellenze agroalimentari siciliane che hanno una stretta corrispondenza con il Bacino del Mediterraneo (che ha qualificato il modello alimentare come patrimonio immateriale dell’umanità): la frutta secca dei territori siciliani, come le noci di Motta Camastra (ME), le nocciole dei Nebrodi, il pistacchio e le mandorle di Sicilia; gli agrumi e i “frutti del sole”, ovvero la frutta di stagione che il sole matura naturalmente; l’olio extra-vergine di oliva, “paladino” della salute, offerto sul pane appena sfornato che profuma di grani autoctoni; ai centrifugati di ortaggi e verdure siciliane; il “pane cunzato” con acciughe, origano, pomodoro, cacio cavallo e olive, e lo sfincione di Bagheria fatto con grano siciliano, acciughe, cipollata, ricotta o tuma, e origano; le olive siciliane, il pomodoro secco e quello “astrattu” (ovvero il concentrato di pomodori asciugato al sole), i paté, i salumi e i formaggi tipici di Sicilia; il miele, le marmellate e le confetture tutte biologiche; dunque, la “colazione” dei “Centenari di Sicilia”, degli avi che hanno consegnato nelle mani dei loro figli e nipoti il cibo “vero”, quello che viene dalla terra, dalla cultura, dal rispetto della natura, dallo stile di vita che li ha fatti crescere in salute e invecchiare con successo;
– i tanti e diversi spunti offerti dalle polarità culturali e storico-monumentali di Palermo alle quali si può accedere con brevi percorrenze a piedi, tra le quali, appunto, il mercato tradizionale palermitano di “Ballarò” che mette in scena la multi-culturalità che caratterizza e rappresenta la città-porto di Palermo (Pan Hormos), offrendo al visitatore e al turista un luogo di approdo e di ripartenza sempre “nuovo” per guardare alle meraviglie che caratterizzano la Sicilia.

Dunque, è da tali caratteristiche della struttura ricettiva identificata quale scenario operativo del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia”, che si è partiti per coinvolgere i giovani beneficiari studenti delle due Scuole partner del Progetto ABACUS nell’analisi e comprensione di come si è proceduto nella realizzazione e creazione dei servizi aggiuntivi e nella sua connessione a quel “ritratto” di storia, cultura, paesaggi che offre ai visitatori e turisti la città di Palermo e che si può conoscere con una nuova prospettiva, senza deformazioni né stereotipi, attraverso il godimento di natura, sole, gusto, profumo, arte e tradizione, intorno ai quali ciascun ospite è stimolato e supportato a scrivere i propri ricordi della Sicilia, a partire da quelli di chi l’ha vissuta da emigrante, da ospite di altre città, da cittadino, da “ambasciatore” della cultura siciliana (CERAMI F. R., GENCO G., GABALLO G. 2007).
Nell’ambito del contesto didattico-operativo qui descritto in sintesi, le sezioni tematiche del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” sono state abbinate a taluni settori specialistici e attività organizzative propri di questo genere di strutture ricettive turistiche, ovvero:
– il turismo “esperienziale”, mutuato dal progetto “Ted Trip” dell’Associazione Nazionale AssoProvider (CARIOTO, FICI in questo volume);
– l’ideazione e creazione di fioriere personalizzate di piante aromatiche siciliane in linea con il focus tematico di ciascuna stanza (lavanda, rosmarino, origano, timo, menta), tematica che nell’ambito del Laboratorio è stata curata da Giulia Cosimi, con il coordinamento di Luigi Rotondo, Presidente dell’Associazione “Coltivare Bio Naturale”, focalizzando sul metodo della “Coltivazione Bio Naturale” e sulle materie prime che provengono da luoghi incontaminati della Sicilia e dal “Giardino della Biodiversità” dell’Associazione Coltivare Bio Naturale, di Luigi Rotondo;
– processi e tecniche di profumazione del sapone liquido per le mani e per il corpo, dello shampoo, dei prodotti dell’igiene intima, tutti prodotti che accarezzano la pelle e che ricreano atmosfere speciali grazie alla loro fragranza facilitando l’immersione emotiva nei luoghi di origine e negli habitat naturali; tecniche di personalizzazione degli spazi con profumatori di ambiente e diffusori di oli essenziali estratti dalle piante e dai fiori, tematica che nell’ambito del Laboratorio è stata curata da Roberta Meatelli dell’Associazione “Vis Florae”, focalizzando sulla selezione attenta del territorio di approvvigionamento e delle piante, e del loro valore nutraceutico e salutistico;
– la fotografia d’autore e le mostre tematiche, ambito didattico che all’interno del Laboratorio è stato curato da Ezio Castrenze Fiorenza, fotografo professionista e socio dell’Associazione Italiana Fotoamatori;
– la colazione caratterizzata da profumi e sapori siciliani, tematica curata dall’estro e dalla fantasia di Francesco Giuliano dell’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri di Palermo, attraverso la descrizione e l’analisi delle caratteristiche di prodotti tradizionali e salutistici che compongono il modello alimentare della Dieta Mediterranea che si caratterizza per la sua varietà, basata sulla valorizzazione di prodotti locali e stagionali, oltre che per uno spiccato equilibrio nutrizionale (CERAMI F. R. 2015).Prevede un elevato consumo di verdura, legumi, frutta fresca e secca, olio d’oliva e cereali (per un 50% integrali); un moderato consumo di pesce e prodotti caseari; un ancora più moderato consumo di carne rossa, carne bianca e dolci. Il corretto equilibrio nutrizionale della dieta mediterranea è stato dimostrato scientificamente negli anni Settanta dallo Studio dei sette Paesi di Ancel Keys (un medico americano) che metteva a confronto le diete di diverse popolazioni per verificarne i benefici e i punti critici. A partire da quel primo studio, molte altre ricerche hanno approfondito l’analisi dell’associazione tra alimentazione e salute, confermando che l’adozione di un regime alimentare di tipo mediterraneo è collegata a un basso tasso di mortalità a una minore incidenza di malattie e ancora a un significativo miglioramento del loro decorso ed un notevole supporto al trattamento (CERAMI F. R. 2015, Prefazione, in BARBANTI G.).
Infine, il modello alimentare della Dieta Mediterranea è sostenibile, rispetta l’ambiente per l’impatto ridotto che i principali alimenti suggeriti nel consumo quotidiano, hanno su di esso (frutta, verdura, cereali, legumi, olio EVO, pesce azzurro, …4) ; il tutto arricchito dalla consulenza dell’Idimed – Istituto della Dieta Mediterranea, grazie al contributo del Comitato degli Esperti che ha selezionato i prodotti locali corrispondenti al modello scientifico (Fig. 8 – Colazione Mediterranea).
A completamento del percorso laboratoriale, il webinar del 24 aprile 2020 ha offerto l’occasione e il luogo virtuale per l’interscambio di competenze professionalizzanti tra i Giovani, stimolando in loro anche la costruzione di nuove di forme di aggregazione e partecipazione sociale al fine di poter fare sistema insieme pensandosi come “nodi” capaci di interconnettere gli attori pubblici e privati della rete locale direzionandone le energie verso il rilancio socio-economico dei territori siciliani, una esemplificazione del Valore dell’alleanza, della condivisione, della collaborazione come strategia di accesso al Mercato del Lavoro. La cooperazione al posto della competizione (CERAMI F. R., SALADINO G., LAVANCO G. 2001).

3.1 Prima sezione tematica del Laboratorio: “Piante e aromi”
La prima sezione tematica “Piante e aromi” è stata sviluppata in collaborazione con l’Associazione “Coltivare Bio Naturale” che promuove e diffonde la conservazione degli “agro-ecosistemi sani”, attraverso azioni di informazione, formazione e promozione sociale. Nel corso degli anni l’Associazione ha creato ed espanso una rete che ha coinvolto centinaia di persone e decine di enti e istituzioni ben oltre i confini cittadini di Palermo, tutti accumunati da una visione della “cura” della Terra che pone al centro delle proprie azioni l’armonia Uomo-Natura.

Il laboratorio ha infatti posto l’attenzione sulla “biodiversità naturale della Sicilia”, terra ricca di verdure selvatiche, tradizionali e antiche, che hanno contribuito in modo significativo a soddisfare i bisogni alimentari dei suoi abitanti, soprattutto in tempi di crisi e carestia. Le aromatiche e le verdure costituiscono infatti una tra le più importanti risorse naturali di cui dispone un territorio anche ai fini di un suo sviluppo sostenibile. Negli ultimi anni sono moltissime le persone che si recano sempre più frequentemente, soprattutto durante i fine settimana, nelle campagne, negli incolti, nei pascoli, nelle praterie montane e nei boschi a raccogliere verdure e frutti selvatici che spontaneamente la natura ci offre. Questa nuova tendenza, riveste notevole importanza in quanto può concretamente contribuire sia alla conoscenza, alla tutela e alla razionale valorizzazione della biodiversità dei nostri territori, sia allo sviluppo e all’affermazione delle aziende agricole multifunzionali. Gli anziani e gli esperti che a vario titolo hanno ancora legami con la campagna le riconoscono, le sanno raccogliere e trasformare in piatti secondo consolidate metodologie e ricette tradizionali. Le verdure selvatiche (circa duecento entità) rappresentano ancora oggi una importante risorsa per il territorio in cui crescono in quanto possono arricchire la tavola di sapori forti, decisi, amari o delicati che conferiscono al palato sensazioni uniche e particolari: rustiche, primitive, grezze ma genuine, in grado di riconciliare l’uomo con la natura. In particolare, nelle fioriere abbiamo inserito “erbe aromatiche spontanee”: rosmarino, timo, mentuccia, origano; ingredienti sani e genuini per prelibate ricette locali, tradizionali e antiche, fondamentali per il rilancio o il potenziamento di una ristorazione di qualità legata a doppio filo al bio-territorio. Rappresentano, infatti, gli ambasciatori migliori del luogo in cui vivono: esse sono in grado di far gustare ai turisti il territorio attraverso le molteplici preparazioni gastronomiche locali, espressione di una solida e stratificata tradizione culturale. Le erbe spontanee parlano al cuore rispolverando i nostri lontani ricordi di piante selvatiche da scoprire nel corso di meravigliose passeggiate in cui assaporare il paesaggio della nostra terra, i suoi profumi e i suoi colori; di piatti antichi e preziosi che custodiscono saggezze remote da recuperare e degustare insieme in allegria, gusti che riportano alla memoria i nostri affetti lontani e mai perduti; di informazioni, suggerimenti, consigli e procedure da consegnare ai neofiti che vogliono innamorarsi della nostra biodiversità, delle nostre tradizioni e dei nostri territori; di esperienze da presentare al visitatore per invitarlo a mangiare come una volta, a nutrirsi delle emozioni di altri tempi ancora vive e presenti nei piccoli centri dell’entroterra siciliano5.
Le fioriere raccontano questa alleanza e la celebrano con una rappresentazione insieme culturale e botanica, attraverso il collegamento con la mitologia e le tradizioni popolari, ideate e rappresentate dalla giovane professionista Giulia Cosimi: l’antica leggenda della Regina Rosamarina, la sacralità del timo, le virtù culinarie e antiossidanti dell’origano siciliano e il mito di Persefone per la menta che profuma la fioriera della stanza del grano.6

3.2 Seconda sezione tematica del Laboratorio: “Aromi e profumi”
Dalla collaborazione con l’Associazione “Vis Florae” è derivata l’analisi del percorso di ideazione e creazione che ha condotto alla realizzazione di una profumazione personalizzata, per ciascuna stanza del bed & breakfast, del sapone liquido per le mani e per il corpo, dello shampoo, dei prodotti dell’igiene intima e dell’ambiente con diffusori di oli essenziali estratti dalle piante e dai fiori. Una attenzione particolare è stata riservata alle materie prime che provengono da luoghi incontaminati della Sicilia e dal “Giardino della Biodiversità” dell’Associazione “Coltivare Bio Naturale”, di Luigi Rotondo. L’olio extra-vergine di oliva che compone i prodotti è estratto dagli uliveti di famiglia che si trovano nelle campagne del Borgo San Giovanni, sito nel Paese di Petralia Soprana, in provincia di Palermo. Ulivi piantati dai nonni perché i nipoti potessero godere di questo prezioso frutto della natura e di tutti i suoi derivati, per crescere in salute e invecchiare con successo.
La scelta degli ingredienti per la personalizzazione dei saponi è stata ispirata da alcune suggestioni, di seguito riportate (Tab. 1 – Descrizione delle composizioni dei saponi per ogni singola stanza):
– la “stanza del Grano”: pensando alle distese dorate, puntinate di rosso, di bianco e di giallo sgargiante; sotto il sole cocente i colori si accendono; non è uniforme il campo di grano siciliano: fiori ed erbe spontanee convivono con il lavoro dell’uomo, trovano casa tra le spighe e arricchiscono la terra, e ritornano in questo sapone composto da olio di germe di grano nutriente per la pelle, l’achillea e l’iperico per arricchire di profumi e virtù l’esperienza sensoriale;
– la “stanza del Mare”: pensando al mare appare il rosmarino, Rosae Maris, pianta forse ben più nota tra le aiuole e le tavole, che trova però, invero, un suo luogo prediletto sulle coste assolate; ha i fiori di color acqua marina e soprattutto la proprietà di rinfrescare e dare energia, come un tuffo a mare in una calda giornata d’estate;
– la “stanza degli Agrumi”: ovunque si guardi, in Sicilia, d’inverno, gli occhi incontrano agrumi; l’isola, infatti, li accoglie per antonomasia, il loro gusto avvolge il palato e le loro virtù rinfrancano il corpo; tanti i loro profumi, dai più pungenti ai delicati; si è scelto quello che più sembra rappresentare il cuore inebriante dell’isola, dolce e delicato, come l’aria di primavera;
– la “stanza del Sale”: dalle montagne al mare, la terra e l’acqua tutto intorno ci donano sale; si potrebbe pensare che questo elemento sia ostile al proliferare della vita, eppure nelle saline il rigoglio di flora e fauna è strabiliante; qui troviamo delle specie endemiche come la Calendula Marittima, il Limonium e la Frankenia Thimifolia, che si sono volute richiamare con le loro corrispettive terrestri; dalla terra ricca di sale il profumo sulla pelle.

“Stanza del Mare”, ingredienti:
sapone naturale (olio d’oliva spremuto a freddo, soda caustica, acqua distillata);
acqua aromatica di rosmarino;
infuso di rosmarino;
olio essenziale di rosmarino.
“Stanza degli Agrumi”, ingredienti:
sapone naturale (olio d’oliva spremuto a freddo, soda caustica, acqua distillata);
infuso di scorze di agrumi;
olio essenziale di neroli.
“Stanza del Sale”, ingredienti:
sapone naturale (olio d’oliva spremuto a freddo, soda caustica, acqua distillata);
infuso di calendula;
olio essenziale di limone.
“Stanza del Grano”, ingredienti:
sapone naturale (olio d’oliva spremuto a freddo, soda caustica, acqua distillata);
olio di germe di grano;
acqua aromatica di achillea;
infuso di achillea;
olio essenziale di lavanda;
semi di papavero.
Tabella 1 – Descrizione delle composizioni dei saponi per ogni singola stanza.

L’analisi condivisa con i giovani beneficiari del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” e incentrata sul percorso di ideazione e realizzazione dei servizi aggiuntivi della struttura ricettiva turistica che ha offerto lo sfondo operativo al Laboratorio, si è estesa anche agli altri prodotti realizzati per essere messi a disposizione degli ospiti e turisti. Si sono così potuti approfondire i processi e le tecniche di personalizzazione del sapone intimo (Tab 2 – Descrizione delle composizioni del sapone intimo e del sapone-shampoo), operata sulla base delle numerose piante e dei fiori dalle ben note virtù curative, e in questo caso si è scelta la calendula e la salvia, prese direttamente dalle campagne assolate: la prima lenitiva e adatta per pelli delicate; la seconda antibatterica e indicata per la detersione profonda. Nel caso del sapone-shampoo (Tab 2 – Descrizione delle composizioni del sapone intimo e del sapone-shampoo), la consueta base di olio d’oliva è stata arricchita con il nutriente olio di cocco, rinomato amico delle folte chiome, e con il rosmarino, immancabile per una detersione mirata dei capelli, utilizzato sotto forma di acqua aromatica per una detersione profonda del cuoio capelluto e una maggiore luminosità dei capelli. Infine, la menta piperita è stata impiegata per conferire il tocco finale per rinfrescare la cute (e chissà, anche i pensieri degli ospiti).

Sapone intimo, ingredienti:
sapone naturale (olio d’oliva spremuto a freddo, soda caustica, acqua distillata);
infuso di calendula;
acqua aromatica di salvia;
olio essenziale di salvia.
Sapone-shampoo, ingredienti:
sapone naturale (olio d’oliva spremuto a freddo, olio di semi di girasole biologico, olio di cocco, soda, acqua distillata);
acqua aromatica di rosmarino;
olio essenziale di menta piperita.
Tabella 2 – Descrizione delle composizioni del sapone intimo e del sapone-shampoo

Anche i diffusori d’ambiente e le tecniche per la loro personalizzazione sono stati oggetto delle attività di analisi e comprensione condivisa con i giovani beneficiari del percorso laboratoriale, ponendo in evidenza le caratteristiche di ciascun profumatore personalizzato per ciascuna stanza del bed & breakfast, sulla base di alcune suggestioni sensoriali (Tab. 3 – Descrizione delle composizioni dei diffusori):
– profumatore della sala comune: la suggestione si collega a quando si percorrono le vie del centro storico di Palermo, con l’impressione è di trovarsi in luoghi lontani, gli occhi inondati di colori, le orecchie affollate da lingue diverse e l’olfatto che racconta di sapori e vissuti passati e presenti di un’isola che sempre è stata accogliente; si celebra, in tal senso, l’incontro di culture che il mercato di “Ballarò” incarna con il suo mix di spezie orientali e autoctone, la dolce cannella, il fresco anice stellato, il cardamomo dalla nota speziata decisa e l’alloro autoctono che dalle siepi alla tavola ci accompagna fin dall’infanzia (Fig. 6 – profumatori personalizzati);
– profumatore della “stanza del Grano”: l’intento è quello di ricordare i profumi dei campi estivi sotto il sole cocente, con un mix di essenze floreali, compagne delle spighe alte nei campi, e di erbe aromatiche spesso servite sulle nostre tavole accanto al pane appena sfornato;
– profumatore della “stanza del Mare”: la combinazione di menta e rosmarino porta direttamente alle coste che affacciano al mare, la sensazione di freschezza della brezza mentre si sta seduti accanto agli arbusti di “rosa marina” che amano il sole (Fig. 6 – profumatori personalizzati);
– profumatore della “stanza degli Agrumi”: è un attimo e si ha subito l’impressione che hanno molte giovani spose nel giorno delle nozze, basta concentrarsi e annusare l’essenza di zagara che si è scelta per questa stanza; la nota dolce e avvolgente del fiore carnoso e candido si combina che quella più grave del frutto, l’arancio dolce, che fa ben comprendere cosa è la Sicilia in primavera (Fig. 6 – profumatori personalizzati);
– profumatore della “stanza del Sale”: è un odore che può essere talvolta pungente quello delle saline, che si è scelto di associare all’essenza del limone, che a sua volta ricorda il Limonium, grazioso ed elegante fiore che sovente lungo i lidi siciliani trova dimora (Fig. 6 – profumatori personalizzati).

Diffusore della “stanza del Sale”, ingredienti:
alcol buongusto 96°;
olio essenziale di limone;
olio essenziale di timo.
Diffusore della “stanza del Mare”, ingredienti:
alcol buongusto 96°;
olio essenziale di rosmarino;
olio essenziale di menta piperita.
Diffusore della “stanza del Grano”, ingredienti:
alcol buongusto 96°;
olio essenziale di lavanda;
olio essenziale di salvia;
olio essenziale di basilico.
Diffusore della stanza comune, ingredienti:
alcol buongusto 96°;
oli essenziali di cannella, anice stellato, alloro, cardamomo.
Diffusore della “stanza degli Agrumi”, ingredienti:
alcol buongusto 96°;
olio essenziale di neroli;
olio essenziale di arancia dolce.
Tabella 3 – Descrizione delle composizioni dei diffusori

3.3 Terza sezione tematica del Laboratorio: “Arte e cultura”
La terza sezione tematica del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” è stata incentrata sull’analisi e comprensione condivisa con i giovani beneficiari del percorso laboratoriale, delle tecniche di personalizzazione e arricchimento dell’arredamento di base delle stanze “tematiche” del bed & breakfast. In particolare, ci si è concentrati sulle foto d’autore dell’artista Castrenze Ezio Fiorenza, il quale ha allestito nell’area comune due mostre tematiche sulla biodiversità della Sicilia (CERAMI F. R., NOVARA C. 2006):
– “I frutti della luce”: grazie alla tecnica della “luce pennellata”, i soggetti sono inondati da fasce di luce cristallina che echeggia il fascino della pittura fiamminga, con la sua cura dei particolari, le trasparenze e le suggestioni dei passaggi di colore. Questa natura in posa sembra suggerire memorie di più antiche immagini. I protagonisti sono frutti e ortaggi, strappati alla loro vita ordinaria ed elevati allo stupefacente rango di “bellezza fuori dal tempo”, ormai assurti quasi a simboli dell’iconografia sacra: la luce è per eccellenza quella divina. I frutti con i semi, come la melagrana, sono simboli della Chiesa cattolica; gli agrumi, fin dall’antichità sono frutti salutari e antidoti contro i veleni. Il “mistero”, dunque, si nasconde nell’essenza ultima delle cose e degli elementi naturali, che sembrano brillare di una luce propria che oltrepassa l’abitudine e mostra all’osservatore una straordinarietà di senso che invita alla riflessione (Figg. 8 e 9 – colazione e mostre tematiche);
– “I bambini tra gli ulivi”: una mostra che racconta la raccolta delle olive in famiglia, pratica agricola in uso nell’entroterra rurale della Sicilia di una volta. Direttamente, dalle parole dell’artista, «Oggi come allora… fatica, curiosità e gioia, colti in questi scatti, sono le stesse sensazioni provate dai nostri nonni, quando, circa 50 anni fa, erano impegnati nella raccolta delle olive insieme alle loro famiglie, nel tempo in cui, anche da noi bambini, l’olio era considerato una vera e propria ricchezza per tutta la famiglia. In quel tempo la raccolta delle olive alla fine di novembre – inizio dicembre, vedeva coinvolti tutti, nonni, zii e nipoti, come fosse quasi un momento di festa con tutti i parenti. Trattandosi di una raccolta completamente a mano, spesso si prolungava anche nel periodo delle feste natalizie, infatti la raccolta avveniva utilizzando dei semplici teli di iuta, al posto delle reti di nylon usate oggi, e la brucatura a mano, oggi sostituita da abbacchiatori pneumatici o elettrici, e sacchi di iuta in cui riporre le olive, oggi sostituiti dalle cassette in plastica. Al termine della giornata, i nostri nonni portavano le olive al frantoio per ottenere finalmente il prezioso olio. Io inaspettatamente ho incontrato questa famiglia in campagna, durante la raccolta delle olive, e ho voluto documentare, con questi scatti fotografici, la ritrovata atmosfera fatta sì di fatica, ma anche di serenità gioia e puro divertimento impressa nei volti di queste persone… Oggi come allora…» (Figg 7 e 8 colazione e mostre tematiche)
3.4 Quarta sezione tematica del Laboratorio: “La colazione mediterranea”
La terza sezione tematica del Laboratorio “Accoglienza e colazione ai profumi di Sicilia” è stata incentrata sull’analisi e comprensione condivisa con i giovani beneficiari del percorso laboratoriale, delle tecniche di personalizzazione e arricchimento della colazione tradizionale. Partendo dall’attenzione particolare che viene posta presso la struttura ricettiva turistica che ha offerto lo sfondo operativo al Laboratorio, nel curare la colazione quale uno dei momenti più importanti della giornata e quale occasione per rappresentare la Dieta Mediterranea riconosciuta dall’UNESCO come parte del “Patrimonio immateriale dell’Umanità”, giusto 10 anni fa nel 2010. La “colazione mediterranea” che ne deriva parte innanzitutto dalle materie prime siciliane, dalla biodiversità alimentare che viene portata sulla tavola del bed & breakfast per far scoprire gusto, sapore e territorio ai visitatori e ospiti (CERAMI F. R. 2018). Attraverso tale approccio alla “colazione mediterranea” si è visto come si possa anche raccontare l’arte e l’artigianato che le aziende siciliane con coraggio continuano a esercitare e a custodire nei loro prodotti ricchi di nutrienti e salute. Il pane è fatto come una volta, con i grani biologici di un tempo, moliti a pietra, con pasta madre acida, acqua, sale e il sapore antico della tradizione nella lavorazione. In tal senso, nella preparazione della sua colazione il bed & breakfast opta per artigiani che esercitano una professione che spesso diventa una missione, trasformandoli in ambasciatori di un territorio e di uno stile di vita . I prodotti di base sono stati trasformati dallo chef Francesco Giuliano, dell’Associazione Cuochi e Pasticceri Palermo, in un menù di colazione a buffet unico, salutare e gustoso, capace di rappresentare la biodiversità alimentare e culturale siciliana.

Conclusioni
Il laboratorio Accoglienza e Colazione ai profumi di Sicilia ha permesso di “recitare a soggetto” portando in scena le eccellenze della nostra Terra. In un luogo/tempo creato ad hoc, costruito su misura, per far “vivere” l’emozione speciale di abitare una isola “dai mille volti”. I giovani fruitori ci hanno seguito con attenzione mentre scorrevano le immagini, i video e le testimonianze dei relatori esperti delle diverse discipline coinvolte: botanica, alimurgia, chimica, biologia, arti espressive e fotografia, agronomia, epica e tradizioni popolari, cultura e gastronomia siciliana… Hanno acquisito una competenza del fare, attraverso i tutorial e la descrizione delle procedure che hanno dato vita ai saponi, ai profumatori, alle fioriere, all’arredo d’autore, alla colazione dolce e salata. Abbiamo scelto di raccontare una realtà commerciale, un esercizio ricettivo appunto, perché vogliamo trasmettere “la fiducia del fare”, la forza della motivazione e il potere del desiderio. Perché vogliamo motivare i nostri giovani a investire sui territori, a valorizzare i tesori della biodiversità culturale e agroalimentare trasformandoli in opportunità di inserimento professionale. Il cibo stesso, rappresenta, infatti, l’occasione per “far gustare” il territorio attraverso una immersione e un coinvolgimento diretto del fruitore nelle specialità culinarie, etno-antropologiche e ambientali che caratterizzano i luoghi di origine degli alimenti (Ecosistemi significanti). Una Sicilia da ricordare a chi già la conosce, da presentare a chi non l’ha mai conosciuta, da raccontare a tutti quelli che… nel tempo verranno a conoscerla, nelle diverse occasioni che una “nuova politica” fatta di alleanze strategiche, di modelli di sviluppo sostenibile e di uomini e donne di buona volontà, sapranno insieme costruire.

Link:

https://www.unipa.it/Progetto-Abacus/

  1. Per mediatore didattico si intende tutto ciò che l’insegnante intenzionalmente mette in atto per favorire l’apprendimento degli alunni. L’insegnamento può essere infatti definito come “l’azione capace di guidare i processi di produzione di rappresentazioni mentali della realtà”; infatti costruisce modelli della realtà tali da mettere i soggetti in formazione in condizione di realizzare modelli analoghi, corrispondenti alle discipline di studio. Le metodologie/strumenti operano cioè come mediatori didattici tra l’argomento/concetto da far apprendere e il soggetto in formazione. Si definiscono mediatori perché si dispongono tra la realtà e la rappresentazione e soprattutto perché trasferiscono l’esperienza diretta, dal contesto originario esterno, all’interno dello scenario predisposto dalla formazione (una foto, un film, una lezione… ↩︎
  2. https://drive.google.com/file/d/1iA6CLhy34I3u3kMN3yTbf1Td9aqw9bZ-/view ↩︎
  3. www.istitutoidimed.com ↩︎
  4. Il Pane siciliano con pasta madre di Nino Terrana, “Mastro Focaccina”; i salumi artigianali lavorati secondo l’antica tradizione centenaria dell’antica macelleria Canzone di Caccamo, il pomodoro fresco e secco della cooperativa rinascita di Valledolmo; la frutta secca siciliana: le mandorle, le noci e le nocciole dei nebrodi dell’azienda agricola Conti Cutugno, il pistacchio di Raffadali (AG), le marmellate e confetture siciliane bio di aziende agricole in biologico; selezione di miele di ape nera sicula tra cui: miele di Claudio Meli, miele bergi e miele Cirrito; la farina utilizzata è certificata a filiera corta dall’azienda agricola feudo Mondello dei f.lli Agosta, molini del ponte e molini Riggi; cioccolato di modica di Siculìa di Rosario Alescio; biscotti secchi, dello storico biscottificio Forti di Castelbuono (PA), il cannolo siciliano con la scorza tradizionale e la crema di ricotta; latte dell’azienda zootecnica Bergi di Castelbuono (PA); caffè della storica miscela creata dalla torrefazione “John caffè” di Ballarò; olive di nocellara del Belice e paté genuini della coop. terramia di Castelvetrano (TP); filetti di acciughe di aspra al peperoncino, aglio, limone di Balistreri Girolamo; formaggio stagionato e ricotta che i mastri casari del caseificio Bompietro ricavano dal miglior latte delle Madonie; le uova sono siciliane, prodotte dall’azienda conca d’uovo dei f.lli Chinnici; lo yogurt di Vivò di Giuseppe Carollo – Capaci (PA); deliziosi succhi di frutta e di verdura di stagione (preparati con l’estrattore al momento) e salutistiche spremute di agrumi siciliani; il salgemma Italkaly della Miniera dei Petralia Soprana (PA); la torta alle nocciole di Isabella Catalano- Ciancio “La bottega reale” di Tortorici (ME); lo sfincione bianco di Maurizio Valenti by antico forno della condotta slow food dei panificatori dello sfincione bianco di Bagheria (PA); una selezione di eccellenze agroalimentari madonite a cura del bistrot Madonieat ↩︎
  5. CERAMI F. R. 2015, Alla Scoperta delle Verdure spontanee di Sicilia, Palermo, Edizione Idimed – Istituto della Dieta Mediterranea; CERAMI F. R. 2015, Presentazione libro – Verdure Selvatiche di Sicilia – Guida al riconoscimento, alla raccolta e alla preparazione” SCHICCHI R. GERACI A., Palermo, Edizione Idimed – Istituto della Dieta Mediterranea. ↩︎
  6. La Menta ha un’origine mitologica ed è legata alla Sicilia per il mito di Persefone: infatti, il nome Menta deriva dal mito che ha come protagonista, la bellissima ninfa Mintha o Mentha, partorita nel fiume infernale Cocito, affluente dell’Acheronte che viveva nel regno infernale comandato da Ade. Il Dio si innamorò perdutamente di Mintha, scatenando in tal modo le ire della gelosa moglie Persefone che, sdegnata, la fece a pezzi: Ade le consentì di trasformarsi in erba profumata, la menta, ma Demetra, madre di Persefone e signora del grano, la condannò alla sterilità, impedendole di produrre frutti. Un’altra versione del mito, citata anche da Ovidio nelle sue Metamorfosi, suggerisce che fu Persefone stessa a trasformare Mintha in pianta, scegliendo una forma insignificante che non destasse attenzione né potesse essere paragonata ad altre piante per bellezza o utilità. Ma Cocito, disperato per la perdita della figlia prediletta, si rivolse a Zeus che, mosso a compassione, conferì alla piantina un profumo intenso e persistente: in tal modo, Mentha, spargendo il suo inconfondibile aroma lungo le sponde del fiume paterno, poté fare eternamente compagnia all’addolorato genitore.Le storie della Menta e del Grano si incontrano quindi in Sicilia, terra di antiche leggende profumate! ↩︎